Renato Scrollavezza
Renato Scrollavezza
Avevo vent’anni quando mi ha aperto le porte di un mondo sconosciuto.
Fra i chiostri del Conservatorio di Parma, mi ha insegnato non solo a costruire violini, ma molto di più: mi ha insegnato a meravigliarmi della bellezza e a soffrire per la mediocrità.
È uno sguardo su me stesso e sulla realtà che porterò sempre con me, insieme alla mia profonda gratitudine.
Vahakan Nigogosian
Vahakan Nigogosian
“Tratta ogni violino, anche il più modesto, come fosse uno Stradivari.“
Questo era il suo motto. E lui, che aveva restaurato centinaia di Amati, Guarneri e Stradivari, lo faceva davvero. Ho imparato così a prendere sul serio ogni strumento e a rispettare le esigenze di ogni musicista. Sembra un concetto banale, ma non lo è affatto. Quando si collabora con esecutori sensibili, si ottengono risultati sorprendenti e si provano soddisfazioni uniche.
“Nigo”, pioniere e maestro indiscusso nella tecnica del restauro, non c’è più dal 1997, ma il suo insegnamento vive in ogni violino che tocco.
Giancarlo Guicciardi
Giancarlo Guicciardi
Ricerca acustica, rigore tecnico e attenzione a ogni particolare.
Ho frequentato la sua casa per nove anni, in punta di piedi, con ammirazione e affetto. Non mi ha mai dato risposte preconfezionate o istruzioni per l’uso, ma solo accenni e indicazioni che mi spingevano a una verifica personale.
Era una sfida continua, una prova da prendere o lasciare, che si è rivelata assolutamente decisiva per me.
Horacio Pineiro
Horacio Pineiro
Uno strumento eccellente non è il risultato di tanti pezzi realizzati con maestria. Al contrario, richiede una profonda visione d’insieme e la capacità di modificare ogni dettaglio in funzione di un’intuizione estetica e acustica.
Per questo, la parola che ho sentito più spesso da Horacio, in risposta alle mie mille domande, era una sola: «Dipende». Dietro quella risposta si nascondeva un’incredibile fantasia tecnica, un’indole ironica e malinconica. Era, semplicemente, una persona davvero speciale.
René Morel
René Morel
La messa a punto acustica è la mia più grande passione, un campo in cui ho avuto un maestro insuperabile: René. Era un mito, un artigiano che con gesti essenziali, sicuri e mirati faceva sembrare tutto facile.
Giampaolo Savini
Giampaolo Savini
Un’intelligenza rara e una generosità immensa. Questo era Giampaolo, che con il suo desiderio sincero mi ha trasmesso tutto ciò che aveva appreso dal suo grande e amato maestro, Ansaldo Poggi. Parlavamo di liuteria in modo semplice e leggero, quasi sempre davanti a un buon bicchiere di rosso. Giampaolo ci ha lasciati il 20 marzo 2015 e la sua mancanza è profonda. Avremmo ancora avuto tanto da imparare l’uno dall’altro, e tanto da dirci.
Ansaldo Poggi
Ansaldo Poggi
Un Maestro speciale, proprio perché non l’ho mai conosciuto. Morì nel 1984, quando muovevo i primi passi nella liuteria, ma mi sono innamorato di lui e del suo lavoro semplicemente guardando i suoi strumenti. I suoi violini raccontano di un’eleganza, una coerenza estetica e una finezza costruttiva uniche, ma soprattutto di una ricerca instancabile e appassionata del suono. È stato un vero “cercatore di suono”! Non a caso, ancora oggi, grandi musicisti amano i suoi strumenti e lo riconoscono come uno dei più grandi che la liuteria abbia mai avuto. Ho potuto conoscere e imparare il suo modo di costruire, semplice e geniale, le sue scelte tecniche, i suoi riferimenti acustici e le sue vernici. Ogni dettaglio era in funzione della bellezza del suono. È stata per me una scoperta affascinante, e costruire uno strumento con la sua stessa apertura mentale è diventato una gioia a cui non posso più rinunciare. “…quando si sa, è semplice…“, diceva. E grazie a lui, ho capito che è proprio così.








